INTERVISTE
Growth Hacking: Evoluzioni e visioni future nella crescita digitale con Noemi Taccarelli
Intervista sul growth hacking: evoluzione, visioni future e perché un’antropologa è finita a guidare un’agenzia di crescita digitale.
Cosa dice Noemi
Lo spunto autobiografico apre l’intervista. Noemi si laurea in antropologia con il sogno di fare ricerca sul campo nelle culture più lontane, poi si ritrova per sette anni al Ministero degli Affari Esteri sulla promozione internazionale del design italiano. In quel periodo si appassiona al marketing, prende in prestito i libri di economia del fratello, e all’inizio pensa di aver sprecato cinque anni all’università. Solo dopo capisce che antropologia e marketing sono compatibili: l’antropologia è fondata sul metodo scientifico, sulla raccolta dati continua, e mostra quanto la natura umana sia stratificata e mutabile. Il marketing tradizionale invece le sembrava monolitico, fatto di piani quinquennali e brand identity rigide. Il growth hacking colma quel gap: testing continuo, raccolta dati, persona al centro. Citando Steve Jobs, Noemi rivendica l’ambizione dell’uomo rinascimentale: le materie non vanno compartimentate, è dal mix di discipline apparentemente lontane che nasce qualcosa di unico. Il growth hacking del futuro per lei va in quella direzione: meno tecnicismo isolato, più contaminazione fra scienze sociali, sperimentazione e tecnologia.
Per il contesto
Per capire da dove arrivano queste idee, leggi la mia storia: antropologa di formazione, founder di _blank Growth Agency, public speaker certificata Toastmasters Pathways Visionary Communication Level 4. Per altri speech, masterclass e interviste vedi Ascoltami. Per workshop in azienda o consulenze 1:1, scrivimi da Contatti.

