SPEECH
Il metodo della Meraviglia | Noemi Taccarelli | TEDx San Nicola La Strada
“Avete mai visto un bambino guardare una formica?”: è così che comincia il mio TEDx San Nicola La Strada del 9 maggio 2026. Il bambino si ferma, si accuccia, resta lì per minuti interi. Quella si chiama meraviglia. E noi, da adulti, l’abbiamo persa.
Video in arrivo: il filmato ufficiale del TEDx sarà disponibile nelle prossime settimane. Nel frattempo, qui sotto trovi i punti chiave del talk.
L’idea centrale
Ci hanno insegnato che la meraviglia è un evento, qualcosa che capita dall’esterno: un tramonto, una nascita, un momento speciale. Aspettiamo che succeda qualcosa di straordinario per sentirci vivi. Io credo che ci abbiano insegnato male. La meraviglia non è un evento esterno, è una decisione: quella di fermarsi e guardare più a lungo di quanto sia comodo. È un muscolo che si allena.
Quattro mondi, lo stesso metodo
Nello speech racconto quattro esperienze apparentemente lontane, in cui ho riconosciuto lo stesso meccanismo:
- L’antropologia, dove ho passato ore a osservare i comportamenti umani senza interpretarli, per riconoscere i pattern invisibili che ci governano.
- Il design, quando organizzavo mostre di design italiano nelle ambasciate per il Ministero degli Esteri, e ho scoperto che disporre gli oggetti in uno spazio cambia completamente la percezione.
- Il growth hacking, dove i numeri non ammettono superficialità: bisogna scomporli per trovare il dettaglio che nessuno sta guardando.
- Le esibizioni col fuoco, da venticinque anni nelle piazze medievali e nei festival, dove non c’è tempo per analizzare: c’è solo presenza.
L’episodio di Vancouver
Nel talk ricordo una sera a Vancouver, in cui il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura mi disse che la mostra “non funzionava”. Le persone entravano ma non si coinvolgevano. Mi sono messa in un angolo e ho osservato per un’ora. Ho visto una cosa che nessuno aveva notato: i visitatori, all’ingresso, erano catturati dal buffet sulla destra. Gli oggetti di design erano sulla sinistra, in una zona defilata. Non era un problema di interesse, era architettura dello sguardo. Bastò spostare il buffet, riposizionare due pannelli e un punto luce. Il giorno dopo il tempo medio di permanenza era triplicato.
Quel momento in cui il pattern emerge dal rumore è meraviglia pura. Non è arrivato niente dall’esterno: è solo cambiato il tuo sguardo.
Noemi Taccarelli
Tre lezioni in una
Quattro mondi, tre lezioni. Antropologia e design mi hanno insegnato a osservare senza giudizio. I dati mi hanno insegnato a scomporre, a non fidarmi mai della superficie e a cercare la verità nei dettagli che tutti ignorano. Il fuoco mi ha insegnato a essere presente nel momento, a restare con l’attenzione su un gesto finché quel gesto non si trasforma in qualcos’altro.
Osservare, scomporre, essere presenti. Questo è il metodo della meraviglia. Si può allenare, come qualunque disciplina, a patto di non accontentarsi della superficie.
La foglia di mia nonna
Chiudo lo speech con un ricordo personale. Mia nonna, in campagna, raccolse una foglia e me la mise in mano: “Guardala bene. Dimmi quando diventa straordinaria”. Ci misi cinque, forse dieci minuti. Ma a un certo punto la vidi davvero: le venature come fiumi visti dall’alto, le sfumature di verde, la geometria perfetta e asimmetrica insieme. Era una foglia qualunque. E improvvisamente non lo era più.
Per il contesto
Questo è il quarto TEDx che ho tenuto, dopo La potenza germinativa delle parole al TEDxPiazza Mario Pagano, Vi ho portato un regalo al TEDxUniSalerno e Cosa un topo arboricolo può insegnarci sul successo al TEDxPiazza della Libertà. Per il quadro completo del mio percorso da antropologa a public speaker, leggi Chi sono. Per altri speech, vedi Ascoltami. Per portare temi simili nel tuo contesto, scrivimi da Contatti.

