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Il Paradosso della personalizzazione: Rilevanza estrema senza cadere nell’ Uncanny Valley
Speech sull’Uncanny Valley applicata al marketing: come spingere la personalizzazione AI fino al massimo della rilevanza senza scivolare nella sensazione di essere spiati.
L’idea centrale
L’Uncanny Valley è quella zona percettiva in cui qualcosa dovrebbe sembrare familiare ma stona, come una bambola troppo realistica. Con l’intelligenza artificiale applicata al marketing siamo entrati esattamente in quel territorio. Noemi parte da un dato: il 54% degli utenti e-commerce si sente spiato dalla pubblicità personalizzata, mentre il 76% presta attenzione e cerca attivamente prodotti nuovi. C’è una tensione fra rilevanza e sospetto. Prima la personalizzazione si fermava alla segmentazione manuale per cluster, agli A/B test lunghi, ai flussi di mail su carrello abbandonato, alle raccomandazioni per categoria. Oggi strumenti come Dynamic Yield, Bloomreach, Klar permettono predizione del comportamento individuale in tempo reale, contenuti dinamici che si modificano in base a chi si collega, microsegmentazione automatica e scoring predittivo. Si arriva a stimare il customer lifetime value e a riconoscere quando un cliente sta per abbandonare. Il rischio è quello: superato un certo livello di precisione, l’utente si ritrae. Il mestiere è dosare la rilevanza sotto la soglia in cui scatta lo spaesamento.
Per il contesto
Per capire da dove arrivano queste idee, leggi la mia storia: antropologa di formazione, founder di _blank Growth Agency, public speaker certificata Toastmasters Pathways Visionary Communication Level 4. Per altri speech, masterclass e interviste vedi Ascoltami. Per workshop in azienda o consulenze 1:1, scrivimi da Contatti.

